Museo Castello Bufalini. Valorizzazione come disvelamento di un palinsesto

Autori

  • Emanuela Ferretti Università degli Studi di Firenze
  • Pietro Matracchi Università degli Studi di Firenze
  • Greta Angiovini Università degli Studi di Firenze
  • Giada Caccialupi Università degli Studi di Firenze
  • Daniela Smalzi Università degli Studi di Firenze

Parole chiave:

Cantieri di architettura, Restauro, Bufalini, Interdisciplinarietà, Villa in Fortezza, Antonio da Sangallo il Giovane, Nanni Unghero

Abstract

Il fortilizio della famiglia Bufalini è sorto a San Giustino, delicata area geo-politica di confine, fra Umbria, Toscana e Marche, rimasta ai margini del dibattito storiografico. Il ‘castello’ risulta il frutto di un lungo processo di sedimentazione storica, scandito da databili snodi cronologici riscontrati nella nuova ricerca sui giacimenti documentari dell’area del tifernate, messi in rapporto con i risultati delle indagini sugli aspetti dimensionali, costruttivi e materici del complesso approfonditi attraverso una campagna di rilievo a mezzo di laser scanner e fotogrammetria terrestre, con dati debitamente processati per mettere in luce le singolarità del manufatto architettonico.
Lo sguardo aperto all’interfaccia tra fonti di diversa natura riesce a gettare nuova luce sulle vicende storiche tracciate dai cantieri, che si sono susseguiti nel tempo, definendo e trasformando il complesso. È stato possibile identificare il nucleo originario medievale, gli inizi tardo quattrocenteschi, le innovazioni cinquecentesche che connotano con maggiore forza il carattere residenziale del complesso.
L’approccio pluridisciplinare è stato capace di generare nuovi orientamenti interpretativi che possono conferire al fortilizio un deciso carattere innovativo nell’ambito dell’architettura fortificata tra XV e XVI secolo.

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Pubblicato

2024-06-19

Fascicolo

Sezione

Articoli